I migliori film del 2022 secondo Critical Eye

Migliori film 2022

Un altro anno volge al termine ed è tempo di bilanci. Come al solito, abbiamo cercato di compilare una lista delle migliori proposte cinematografiche uscite nel corso del 2022, una serie di film che secondo il nostro giudizio rappresentano al meglio l’anno appena trascorso. Abbiamo tenuto in considerazione solamente le uscite in sala e in streaming avvenute in Italia nel corso dell’anno, quindi anche alcuni film del 2021 usciti in ritardo, mentre mancano purtroppo diversi titoli passati solamente nei circuiti festivalieri ed inspiegabilmente non ancora distribuiti nel nostro Paese. I film sono presentati in ordine alfabetico.

Le scelte di Daniele Sacchi:

Athena

Athena di Romain Gavras

Tra virtuosismi registici e azione non-stop, Athena di Romain Gavras si presenta come un acuto commento sociale sul tumultuoso rapporto tra la polizia francese e i giovani immigrati di seconda e di terza generazione. Piani sequenza sapientemente orchestrati e scenari da guerriglia urbana sono la cornice – visivamente splendida – di un problema complesso, con Gavras che pone in particolar modo l’accento sul pericolo rappresentato dagli aizzatori dell’odio. Athena è un film dal sapore incredibilmente contemporaneo, a partire dalla sua estetica virtuosa e sopra le righe sino ad arrivare alla portata del suo messaggio.

Film horror 2022

Bones and All di Luca Guadagnino

Bones and All è il road movie cannibale di Luca Guadagnino, uno degli horror più interessanti del 2022 che riesce allo stesso tempo a muoversi al di là delle frontiere di genere per rivelare una profonda sensibilità autoriale soggiacente. Guadagnino fonde la brutalità di Suspiria alla poesia dolceamara di Chiamami col tuo nome in un coming of age atipico negli Stati Uniti degli anni ’80, un racconto di crescita e di emarginazione guidato da grandi interpretazioni attoriali (in particolar modo da parte di Taylor Russell e di Mark Rylance) e che tende all’universale.

Il prodigio

Il prodigio di Sebastián Lelio

Sebastián Lelio mette in scena lo scontro tra fede e ragione ne Il prodigio (The Wonder) con la giovane infermiera Elizabeth (Florence Pugh) chiamata a dare il suo parere sul “miracoloso” caso di Anna (Kila Lord Cassidy), una bambina che sopravvive pur non nutrendosi da diversi mesi. Il prodigio è un dramma intimo che affronta le contraddizioni di un villaggio smarrito tra i confini di un’illusione, un racconto di oscurantismo e di violenza che sottolinea l’importanza di trascendere le pressioni del volgo per poter finalmente ambire a formarsi un’identità propria in un mondo ostile, specialmente nei confronti delle donne.

Licorice Pizza

Licorice Pizza di Paul Thomas Anderson

Anche Licorice Pizza di Paul Thomas Anderson è uno splendido racconto di crescita e di amore, di avvicinamenti e di allontanamenti, di differenze e di complementarietà. Lo scenario in questo caso è quello della California degli anni ’70, dove il liceale Gary (Cooper Hoffman) e la 25enne Alana (Alana Haim) si conoscono ed intrattengono una relazione peculiare, un microcosmo passionale lontano dal cerebrale Il filo nascosto e indissolubilmente legato alle tante personalità atipiche che circondano i due giovani protagonisti, i quali restano fino alla fine ancorati l’uno all’altra in un rapporto di costanti e viscerali incontri e scontri.

Migliori film 2022

Nope di Jordan Peele

Dopo le due fenomenali incursioni horror di Get Out e di Noi, Jordan Peele in Nope ibrida fantascienza e atmosfere western realizzando un blockbuster d’autore in piena regola. Con le metafore dell’alieno e del mostruoso, Peele riflette sullo sguardo contemporaneo e sull’atto stesso di vedere attraverso un’opera sensazionale che, tra le altre cose, si muove dal cinema e dagli anime giapponesi – Akira, Neon Genesis Evangelion e i film di kaijū – sino ad arrivare allo Steven Spielberg de Lo squalo e de La guerra dei mondi, riscrivendo allo stesso tempo la mitologia “dell’uomo a cavallo”.

Pinocchio

Pinocchio di Guillermo del Toro

Parlando di rielaborazioni, non può mancare nella lista il Pinocchio di Guillermo del Toro, adattamento dark del romanzo di Carlo Collodi che ne riprende lo spirito originale amalgamandolo però con le tensioni e con le brutalità del ventennio fascista. La scelta dello stop-motion è perfettamente funzionale nel ricreare gli ambienti italiani del primo Novecento, accompagnanti con cura al design fiabesco e cupo delle creature e delle personalità che circondano Pinocchio, da quelle più sognanti come lo spirito del bosco sino a quelle più negative come il Conte Volpe o lo stesso Mussolini. Del Toro riflette sulla vita e sulla morte, sulla guerra e sulla perdita dell’innocenza, in quello che è probabilmente il miglior adattamento cinematografico della storia del burattino di legno.

Spencer

Spencer di Pablo Larraín

Spencer di Pablo Larraín è «una favola tratta da una tragedia vera», una rilettura da parte del regista cileno della figura di Diana Spencer (Kristen Stewart), ripensata a partire da un racconto fittizio plasmato su un weekend natalizio trascorso dai reali inglesi nella residenza di Sandringham. Dopo Jackie, Larraín prosegue la sua decostruzione storica di figure femminili iconiche con un ritratto claustrofobico, amaro e dalle tinte horror della Principessa di Galles, allontanandosi dagli stilemi del biopic classico per abbracciare invece i fantasmi presenti e passati del Reale, in quello che ad oggi – insieme ad Ema – è il suo film più coraggioso e riuscito.

The Batman

The Batman di Matt Reeves

Matt Reeves riesce nella difficile impresa di rivitalizzare la figura dell’uomo pipistrello nel suo The Batman dopo l’atroce lavoro compiuto in casa DC con la versione portata in scena da Ben Affleck. The Batman recupera invece la serietà tipica dei prodotti dedicati all’uomo pipistrello con un cinecomic perfetto guidato da un cobainiano Robert Pattinson e da villain di spessore come l’Enigmista, interpretato da un inquietante Paul Dano, e il Pinguino, interpretato da un irriconoscibile Colin Farrell. A metà tra un giallo fincheriano e un noir d’altri tempi, grazie anche al suo puntuale commentario sociale, The Batman rappresenta insieme a Joker quanto di meglio il filone dei cinecomic possa offrire.

The Fabelmans

The Fabelmans di Steven Spielberg

Il rischio di realizzare un film “semplicemente” dedicato alla magia del cinema era alto, invece The Fabelmans di Steven Spielberg, oltre ad essere una grande dichiarazione d’affetto nei confronti della settima arte, è una toccante storia di crescita individuale e, soprattutto, di amore verso il Reale e l’Immaginario. The Fabelmans è un racconto autobiografico sull’infanzia e sull’adolescenza di Spielberg che non appare mai come realmente tale, trascinando lo spettatore nella vita del giovane Sammy Fabelman come se fosse “uno di noi”, tra incomprensioni familiari, bullismo, problemi di cuore e amore incondizionato verso le incredibili possibilità offerte dall’immaginario umano nell’interpretare il Reale, costituendosi quasi come un sequel ideale del West Side Story dello scorso anno. Impossibile non citare, inoltre, la meravigliosa – ed indimenticabile – sequenza conclusiva del film, da storia del cinema.

The Northman

The Northman di Robert Eggers

Dopo aver riletto il folklore seicentesco del New England in The Witch, dopo aver ibridato la tragedia greca con Lovecraft e i racconti marinareschi in The Lighthouse, Robert Eggers si cimenta in The Northman con una rilettura del mito dell’uomo del nord. In tal senso, The Northman appare come una vera e propria opera fondativa, una messa in scena nuda e cruda della formazione del mito stesso dell’uomo nordico, sapientemente intrecciata con un onirismo surreale (in questo caso di chiara ispirazione norrena) tipico della sua proposta cinematografica. Eggers si riconferma – insieme a Jordan Peele e ad Ari Aster – come uno dei registi statunitensi contemporanei più interessanti da seguire oggi.

Infine, ecco le scelte dei miei collaboratori.

Elvis

Per Martina Dell’Utri:

Elvis di Baz Luhrmann (in foto)

Full Time – Al cento per cento di Eric Gravel

Generazione Low Cost di Julie Lecoustre

Licorice Pizza di Paul Thomas Anderson

The Fabelmans di Steven Spielberg

Everything Everywhere All at Once

Per Alberto Militello:

Apollo 10 ½ di Richard Linklater

C’mon C’mon di Mike Mills

Everything Everywhere All at Once di Daniel Kwan e Daniel Scheinert (in foto)

Pinocchio di Guillermo del Toro

The Batman di Matt Reeves

Il signore delle formiche

Per Chiara Passoni:

C’mon C’mon di Mike Mills

Il signore delle formiche di Gianni Amelio (in foto)

La timidezza delle chiome di Valentina Bertani

Le nuotatrici di Sally El Hosaini

Piccolo corpo di Laura Samani

Triangle of Sadness

Per Gianluca Tana:

Elvis di Baz Luhrmann

Nope di Jordan Peele

The Fabelmans di Steven Spielberg

The Northman di Robert Eggers

Triangle of Sadness di Ruben Östlund (in foto)